Assemblea cittadina antifascista e antirazzista

Assemblea cittadina antifascista e antirazzista @ circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa 12-04-2016

Assemblea cittadina per promuovere la mobilitazione antifascista del 29 aprile, contro le presenze fasciste, naziste e razziste a Milano.

circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa
12 aprile
alle 21:00

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[corteo 12 dicembre – strage di stato] Ricordare le stragi di ieri, fermare le guerre di oggi

corteo 12-12-2015

Sabato 12 dicembre 15:30 Porta Venezia
Corteo cittadino antifascista e antirazzista
Ricordare le stragi di ieri, fermare le guerre di oggi

Il 12 dicembre 1969, una bomba scoppiava in Piazza Fontana. Una bomba, che facendo 17 morti e decine di feriti unita alla morte dell’Anarchico Giuseppe Pinelli assassinato tre giorni dopo nella questura di milano, inaugurava la “Strategia della Tensione”, ovvero la costruzione sistematica di paura volta a criminalizzare i movimenti sociali e le richieste di diritti e libertà che in quegli anni riempivano le strade.

Oggi, 46 anni dopo, vediamo come, in italia e in altre parti del mondo, la strategia della paura, della criminalizzazione verso chi pretende diritti per un futuro e una vita migliore, non sia cambiata: dalle piazze xenofobe di salvini & co, ai muri di orban, alle sparizioni forzate in messico, alle stragi ad ankara, suruç e dyarbarkir.
Come 46 anni fa, i poteri politici, economici e militari hanno tutto l’interesse a bloccare ogni spinta e autorganizzazione dal basso che metta ulteriormente in crisi un modello economico globale basato sulle speculazioni, l’espropriazione di terre e diritti, lo sfruttamento di miliardi di persone e territori in tutto il mondo. Oggi come ieri, ciò che vediamo attuarsi non è altro che uno status quo che cerca di rimanere inalterato: alle destabilizzazione di intere aree del pianeta fatta dalla speculazione economica e dai bombardamenti della guerra di turno, si risponde con nuove guerre e vendite di armamenti; alle lotte dei contadini e delle popolazioni locali per l’autodeterminazione dei territori si risponde con il landgrabbing, l’espropriazione di terre, le coltivazioni terminator, lo sfruttamento; a quante e quanti si spostano dalle loro terre alla ricerca di un futuro più degno, rivendicando un diritto alla mobilità che sia di tutte/i a prescindere dal passaporto, si risponde con muri, eserciti alle frontiere e respingimenti… quando non direttamente con il bombardamento dei barconi.

Oggi la tensione e la paura sono esportate a livello globale per coprire la crisi economica che il neoliberismo stesso ha creato e per cui adesso cerca nuovi capri espiatori: diventano così il nemico da additare i Kurdi in turchia che combattono contro una discriminazione decennale e la repressione del governo erdogan, i Palestinesi adesso colpevoli addirittura (in una totale riscrittura della storia) di aver istigato la Soluzione Finale di hitler e l’Olocausto, mentre nelle strade della “democratica” europa continua la caccia al migrante, all’uomo nero accusato di “rubare la casa e il lavoro”, alimentando così la guerra tra poveri.

Ancora, a 46 anni di distanza, vediamo come anche gli attori non siano poi molto cambiati: nel 1969 i fascisti armati da cia e servizi segreti con la complicità della democrazia cristiana, oggi sempre i fascisti che siano di casapound o della lega di salvini in italia, del front national della le pen in francia, di alba dorata in grecia, quando non sono direttamente coinvolti nel governo come in ungheria, polonia, austria…

Lo stesso vale anche per il Medio Oriente e il Nord Africa, dove i servizi segreti di mezza nato e le petromonarchie del golfo loro alleate hanno finanziato organizzazioni come daesh e al-nusra per anni, armandoli, addestrandoli e utilizzandoli per i propri fini, salvo poi dover fare i conti con le mostruosità prodotte, come ha ricordato la strage di parigi.

L’europa bombarda in Africa e Medio Oriente da decenni e oggi si arma per difendere le proprie frontiere dai migranti che essa stessa ha contribuito a creare. Pur di fermare con ogni mezzo chi scappa da guerra e miseria, l’europa cerca l’accordo con governi come quello di erdogan, che daesh non l’ha mai combattuto, ma in cambio bombarda i Kurdi che lottano contro daesh.

Ricordare la Strage di Piazza Fontana, oggi come ieri, non è un semplice esercizio di memoria. È una scelta partigiana, di rifiuto della paura e della guerra tra poveri che ci vengono proposte, e di lotta per i diritti, per un futuro degno, libero e sostenibile per tutte e tutti.

Rifiutiamo la retorica del mostro sbattuto in prima pagina: ricordiamo bene gli Anarchici Valpreda e Giuseppe Pinelli, il primo rimasto in galera innocente per anni, il secondo assassinato nei locali della questura di milano la notte tra il 15 e il 16 dicembre del 1969.
Ricordiamo anche Saverio Saltarelli ucciso un anno dopo mentre manifestava per affermare che Piazza Fontana fu una strage di stato e che Pinelli era stato assassinato.

Scegliamo di essere ancora oggi nelle strade e nei quartieri della nostra città, tessendo reti solidali, antirazziste ed antifasciste; scegliamo di essere complici con quante e quanti in ogni angolo del globo resistono alla paura, alle speculazioni, alle dittature, alle guerre, proponendo pratiche di organizzazione dal basso, pratiche che rifiutano ogni confine, sia esso fisico o mentale.

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VALPREDA INNOCENTE – PINELLI ASSASSINATO

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25 aprile, 29 e 1° maggio, come sempre noi ci siamo

Come tutti gli anni, noi ci siamo.

25 aprile: 70 anni sono pochi e non sono ancora tutti.

Il 25 aprile per gli anarchici è il desiderio di rivoluzione libertaria.
Gli anarchici che si sono opposti al regime nazifascista sin dal 1921 negli Arditi del Popolo o tentando di assassinare Mussolini (Lucetti ’26, Schirru ’31, Sbardellotto ’32) non l’hanno fatto certo per la democrazia repubblicana. Chi nell’anarchica Barcellona e nella Spagna libera del ’36 ha dato la vita non l’ha fatto certo per il vuoto rituale elettorale. Gli anarchici che nel ’43 decisero di aderire alla lotta armata in italia, non lo fecero certo per il re, tanto meno per gli alleati.
Quegli anarchici volevano la rivoluzione libertaria, per quella hanno combattuto per quella in molti persero la vita.
Dopo il 25 aprile del ’45 in molti si sentirono traditi e sentirono tradito lo spirito rivoluzionario che aveva animato la lotta. Per tutto il ’46 ed il ’47 molte furono le formazioni partigiane che ripresero le armi proprio contro il nuovo democratico governo italiano che aveva rimesso ai posti di potere i fascisti, che criminalizzava i partigiani e gli antifascisti tutti, che ritardava la liberazione dei prigionieri politici che restaurava coi suoi provvedimenti una economia capitalista. Per ben 2 anni dopo la liberazione fu ancora liberazione armata. Alcuni parlarono di “seconda liberazione” di lotta per i “diritti del popolo, i sacrosanti diritti di chi ha sempre sofferto…”
Di questo biennio di ribellione, i libri di storia ufficiale non parlano. I capi partigiani ribelli vennero arrestati e tutti gli insorti bollati come eversori.
Scendiamo in piazza il 25 per ravvivare quel desiderio di rivoluzione, per impedire la costante operazione di riscrittura della storia della liberazione che relega la resistenza ad un mito e non ad una pratica quotidiana.
Scendiamo in piazza per impedire il revisionismo storico dell’omicidio del partigiano anarchico Pino Pinelli.
Scendiamo in piazza per una diversa narrazione della realtà, per inchiodare alle proprie responsabilità questo sistema liberticida.

I vecchi e i nuovi fascismi che vorrebbero marciare il 29

Milano ama la LibertàCon lo stesso spirito il 29 ci opporremo ad ogni tentativo di parata nazifascita. Vecchi e nuovi fascismi, impegnati nei loro rivoltanti nostalgici rituali, sono preoccupanti anche perché, diventano la lancia di intolleranza e populismo dilagante, tanto in italia quanto in europa. Saremo in piazza il 29 contro la parata e contro tutte le rappresentazioni tragicomiche a cui assistiamo, ahinoi, frequentemente: dalle sentinelle in piedi che si oppongono ad una sessualità libera da schemi, alle medievali manifestazioni contro l’aborto, alle ributtanti dichiarazioni dei politici di palazzo sulle stragi sul mediterraneo a cui fanno seguito migliaia di utenti social che fanno della xenofobia il loro pane quotidiano continuando a dipingere territori invasi da criminali stranieri o peggio ancora rom.

Che sia un primo maggio di rivendicazioni.

Dell’EXPO abbiamo già detto. Vorremmo adesso ribadire l’urgenza di un primo maggio anarchico di rivendicazioni che sia foriero di una lunga stagione di rivendicazioni.
Sappiamo tutti (o quanto meno dovremmo) le origini di questa giornata: la condanna all’impiccagione a chicago per 5 anarchici colpevoli di aver guidato la rivendicazione della giornata di 8 ore estesa a tutte e tutti i lavoratori e lavoratrici.
Lo sfruttamento dell’uomo sull’essere vivente è il fondamento di questo sistema. Periodi di feroce sfruttamento si alternano a periodi di “concessioni” di dignità.
may day crisisAdesso siamo allo stadio finale di un processo di espropriazione di diritti e di attacco ai lavoratori e alle lavoratrici che dura da almeno 25 anni.
Che sia chiaro: il lavoro gratuito non esiste.
E’ un ossimoro che cela una più cruda realtà: lo schiavismo.
Il primo maggio è giornata di rivendicazioni: rivendichiamo una vita piena che attualmente ci viene negata, rivendichiamo la nostra realizzazione che non passa attraverso il lavoro/sfruttamento e tanto meno passerà mai attraverso lo schiavismo, rivendichiamo qualità nelle nostre esistenze libere dalle costrizioni di questo sistema.

E’ arrivato il momento di “rompere il recinto” e di aprire a nuovi immaginari.

[antifascismo] Tutti sotto al ponte – concerto benefit a sostegno degli arrestati per i fatti dello scorso ottobre a bari

Tutti sotto al ponte - concerto benefit a sostegno degli arrestati per i fatti dello scorso ottobre a bari
Nelle prime ore di venerdì 3 aprile sono stati messi agli arresti domiciliari 3 antifascisti pugliesi con l’accusa di aver partecipato all’aggressione avvenuta presso la sede di forza nuova di Bari, la notte tra il 18 ed il 19 ottobre scorso.
Ai tre antifascisti sono contestati i reati di lesioni personali aggravate e porto abusivo di oggetti atti ad offendere. ll Tribunale di Bari ha inoltre disposto per i ragazzi il divieto assoluto di comunicare con l’esterno, segno di una volontà nell’infliggere una punizione esemplare.

Venerdì 24 aprile, a sostegno dei ragazzi, si esibiranno al circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa:

Alla repressione rispondiamo:
RINO, VINCENZO, FABIO LIBERI SUBITO!!!
LIBERTÀ AGLI ANTIFASCISTI.

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di seguito il comunicato del collettivo della Ex-caserma Liberata di Bari:

Fabio, Rino e Vincenzo liberi subito

Dall’inizio degli anni duemila i fascisti di questa città si sono resi responsabili di decine di aggressioni, se non di veri e propri attentati. Basti pensare alla bomba carta esplosa contro l’occupazione dell’Ex-Socrate, all’aggressione nel 2003 ai danni di alcuni militanti della RAF per la quale sono stati condannati noti fascisti, sino agli episodi del 2010 e 2011 per i quali, nonostante testimoni e telecamere, non sono state mai svolte indagini, né mai individuati gli aggressori.

I fascisti di questa città si sono resi responsabili di numerose aggressioni nei confronti di attivisti dell’Ex-Caserma Liberata e semplici frequentatori dello spazio occupato. I fascisti questa città professano l’odio razziale e religioso con i loro banchetti per le vie del centro cittadino, sono liberi di manifestare le loro idee xenofobe e omofobiche per strada e davanti alle scuole, di manifestare con celtiche e svastiche nel silenzio assenso di partiti e con la evidente copertura dei rappresentanti dello stato appartenenti alle forze dell’ordine. L’unico vero reato che ci si para davanti agli occhi è l’apologia di fascismo. L’unica soluzione per porre fine a questo genere di episodi è chiudere le sedi dei fascisti.

Dall’inizio dell’occupazione dell’Ex-caserma rossani e con la nascita dell’Ex-caserma Liberata, il collettivo d’occupazione è stato fatto oggetto di accuse ed attacchi politici pretestuosi e privi di fondamento, il cui unico scopo era mettere in cattiva luce la nostra esperienza di autogestione, che dal basso esercita opposizione sociale e critica politica in una città come Bari, povera non solo dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista sociale e culturale. Con il procedere del nostro impegno nelle iniziative politiche e sociali, in parallelo si sono tessute trame che ci hanno visto di volta in volta associati a qualsiasi evento potenzialmente pericoloso accaduto in città. Dal mese di Ottobre dell’anno scorso stiamo portando avanti un percorso condiviso con l’amministrazione Decaro per continuare a svolgere le attività all’interno della rossani attraverso un comodato d’uso temporaneo. Da quel momento sono iniziati gli strumentali attacchi politici da parte delle destre cittadine, che per biechi motivi elettorali si sono resi sciacalli se non veri e propri complici delle provocazioni fasciste che si sono ripetute nei mesi .

Respingiamo al mittente le richieste di sgombero arrivate da partiti fascisti e xenofobi come forza nuova, fratelli d’italia, alleanza nazionale e forza italia, e ci chiediamo perché non sciolgano i loro stessi partiti, dato che traboccano di indagati e condannati.

Riguardo ciò che hanno scritto i giornali in queste ore non sapremmo da dove cominciare per correggere le inesattezze e l’approssimazione con cui scrivono e danno in pasto le vite di tre ragazzi incensurati all’opinione pubblica, descrivendoli come dei criminali. Siamo vicini ai compagni agli arresti domiciliari e alle loro famiglie e restiamo in attesa che gli avvocati abbiano tra le mani la documentazione che dimostri di cosa sono accusati e quali siano le presunte prove a loro carico.

Fabio, Rino e Vincenzo liberi subito

Si parte e si torna tutti insieme

Collettivo Ex-caserma Liberata