Gentrificazione: un dispositivo di governo e controllo della popolazione?

Con gentrificazione possono intendersi genericamente, tutte le forme di valorizzazione del territorio utili al capitale.
Appare lampante che il primo obbiettivo perseguibile è la speculazione edilizia e la messa a profitto di spazi diversamente vissuti dagli abitanti.

Tuttavia vorremmo avanzare una riflessione su come il capitale in realtà riorganizzi tutti i nostri spazi, fisici e temporali, in maniera capillare, riconfigurandoli assegnando ad ognuna una funzione ben precisa: c’è il tempo del divertimento con il relativo luogo, il tempo dedicato al consumismo con il relativi luoghi, il tempo casalingo nelle zone residenziali…
Questa sorta di standardizzazione del tempo e dello spazio è funzionale alla messa a profitto della vita stessa, oltre che utile a una sorta di governo delle persone che non vivono più i territori nella loro totalità stringendo una rete eterogenea di relazioni che disegnano gli spazi, ma relazioni frammentate e puntuali funzionali al tempo e allo spazio che attraversano.
La gentrificazione “produce nuove soggettività e nuove forme di vita a partire dalla separazione di ciò che era unito (la comunità storica del quartiere e i suoi legami) e dall’unificazione di ciò che era separato (la nuova smart people e i vecchi abitanti resilienti).”
In questo contesto il collante delle nuove soggettività non possono essere che i dispositivi digitali che unisce virtualmente, ma non solo, generano produzione, controllo di polizia oltre che consumo.

Ne parliamo con Giovanni Semi autore di “Gentrification. Tutte le città come Disneyland?” sabato 25 maggio alle 18 al ponte

Il 25 aprile noi ci siamo

Il 25 aprile non è solo l’anniversario della liberazione incompiuta.
Il 25 aprile 1969 arrivano le bombe al padiglione della FIAT della fiera campionaria e alla stazione centrale a Milano. Vengono ovviamente subito accusati gli anarchici.
La strategia della tensione comincia ad operare.
La stagione di lotte, sempre più radicali, l’autunno caldo, non sfocia in un cambiamento della società. Con la strage di Piazza Fontana, l’assassinio di Pinelli e l’incarcerazione di Valpreda e altri compagni lo stato vuole bloccare ogni pulsione rivoluzionaria.

A noi non interessa una vuota e sterile commemorazione: il 25 aprile 2019 vi proponiamo di partecipare alla nostra iniziativa, non solo per preservare la memoria, ma anche per ribadire che senza lotte non si costruisce un futuro libero.
Lotta alle diseguaglianze prodotte dal capitalismo in tutte le sue declinazioni, dal sovranismo straccione, lotta per una reale parità tra tutti i generi, per una società ecocompatibile, ma anche contro le illusioni che i sistemi democratici ogni giorno ci propinano.

Il 25 aprile, il Circolo anarchico PONTE DELLA GHISOLFA c’è.

Nei prossimi giorni pubblicheremo il programma del pomeriggio. Stay tuned.

CREDERE, DISOBBEDIRE, COMBATTERE

MARTEDÌ 26 MARZO

alle ore 21:00, presso il Circolo anarchico “PONTE DELLA GHISOLFA”
(viale Monza 255 – Milano), presentazione del libro di Marco Cappato

CREDERE, DISOBBEDIRE, COMBATTERE

Come liberarci dalle proibizioni per migliorare la nostra vita.

Dalla libertà scientifica a quella sessuale, dall’antiproibizionismo ai diritti dei disabili: una difesa appassionata del nostro diritto alla libertà.