15 anni senza Pietro

Pietro Valpreda ad una manifestazione a Roma

Pietro Valpreda ad una manifestazione a Roma

Nell’anniversario della scomparsa di Pietro Valpreda, vi invitiamo ad una serata nei giardini del circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa, per ricordare lui, le ingiustizie che ha subito e tutte le ingiustizie di oggi.
Incursioni canore dei Friser la Ciurma Anemica
Interventi di:

Durante la serata sarà possibile ascoltare una parte di un’intervista inedita a Pietro che racconta la sua storia. Qui un piccolo estratto :

 

Evento Facebook

Un ricordo di Amedeo Bertolo

Nico Berti, Amedeo Bertolo, Colin Ward, Murray Bookchin, Rudolf De Jong, Ruben Prieto

Venezia, Università IUAV, 26-29 settembre 1984 – Sezione del convegno “Tendenze autoritarie e tensioni libertarie nelle società contemporanee” con (da sinistra a destra): Nico Berti, Amedeo Bertolo, Colin Ward, Murray Bookchin, Rudolf De Jong, Ruben Prieto (in piedi)

Oggi è venuto a mancare Amedeo Bertolo, amico di Pinelli, fra i primi animatori del circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa.
Nel 1962 partecipò al rapimento del viceconsole spagnolo Isu Elias che fu tenuto per diversi giorni prigioniero, perchè due compagni della CNT erano stati condannati a morte e all’ergastolo. Grazie a quel sequestro, gestito insieme ad altri, la pena di morte fu tramutata in ergastolo, l’ergastolo in 30 anni e diede il via ad un grosso processo politico e ad un atto d’accusa contro il regime franchista.
Ci piace ricordarlo nelle parole di chi di noi lo ha frequentato
“con Amedeo non ci vedevamo più spesso, ci siamo sfiorati forse l’anno scorso” – racconta Decortes – “tuttavia era ed è il riferimento più rilevante della mia adolescenza”.
Marco: “io conoscevo Amedeo e non lo vedevo da molto, i miei rapporti con lui sono stati superficiali, ma lo spessore si avvertiva lo stesso, su molte cose non ero d’accordo con lui, però rimane quello che ha sequestrato un diplomatico spagnolo…”

CHI HA PAURA DI “PANE QUOTIDIANO”?

pane quotidiano viale monza

“….Da tempo i cittadini residenti segnalano le condizioni di degrado che il quartiere ha raggiunto: i giardini limitrofi, dove senzatetto e sbandati bivaccano, vengono ormai utilizzati per le necessità corporali; la fontanella presente sul piazzale antistante l’edificio è usata come doccia pubblica; i resti del cibo distribuito da Pane Quotidiano vengono abbandonati e hanno dato origine a vere e proprie colonie di ratti…..”

Questo è lo scenario apocalittico presantatoci sulle pagine di Republica dai leghisti Lepore e Piscina.
Il caso del giorno è “Pane Quotidiano”, una associazione laica che da molti anni distribuisce cibo a chi, italiani o migranti poco importa, ha difficoltà a comprarne. Inutile spiegare a questi soggetti che con l’aggravarsi della crisi economica la fila davanti a quelle poche realtà solidali ancora rimaste si farà sempre più lunga, e non sarà di certo un idea di “decoro” strettamente legata al bisogno “sicurista” tanto accarezzato sia a destra che a sinistra, a risolvere il problema.
Noi sappiamo bene che una soluzione definitiva al problema della povertà consiste in un profondo e radicale cambiamento della società , non stiamo qui a ripetere che la povertà esiste perchè esiste la proprietà privata, ci limitiamo a riconoscere il merito di chi, qui ed ora, cerca di alleviare le sofferenze dei suoi simili.
Le parole di Lepore e Piscina sono inqualificabili, lontanissime dall’esprimere una pur vaga proposta politica, sono invece espressione di una diffusa infezione che andrebbe estirpata.L’associare le file di bisognosi ad infestazioni di ratti e rivelatrice di come viene visto il problema.
Vorremmo, per quello che può servire, esprimere la nostra vicinanza a Pane Quotidiano ricordando che le iniziative tese ad aiutare gli ultimi non devono essere usate come serbatoi di consenso.
Dietro quelle file di “degrado” ci sono storie e vissuti personali, persone che già probabilmente hanno dovuto mettere da parte l’orgoglio per chiedere una mano.
Infierire ulteriormente è semplicemente mostruoso.
Non è nascondendole sotto il tappeto che le contraddizioni di questa società spariranno.
L’unico vero degrado che stiamo vivendo è la mancanza di empatia.