Vi invitiamo alla presentazione di due libri di Massimo Filippi:
Laika, forse
Docu-romanzo che ricostruisce il breve passaggio su questo pianeta della cagnetta Laika. Il libro si snoda in quattro movimenti: la vita di una piccola randagia tra le strade di Mosca; le sofferenze estreme patite da Laika durante le sedute sperimentali per la preparazione al lancio; le poche, terribili ore seguite all’entrata in orbita dello Sputnik 2; il suo ritorno nella testa di chi non intende accettare lo smembramento istituzionalizzato dei corpi umani e animali. Un romanzo a più voci in cui le sofferenze e la messa a morte di Laika diventano il destino di sterminate moltitudini sacrificate sull’altare del progresso e del profitto.
Spettri domestici
Questa silloge insegue gli spettri che aleggiano nelle case che abitiamo. Case che pensiamo possano separarci dal resto del vivente e che, invece, sono percorse da un mistero in cui il passato e i defunti, le piccole vite infami e l’inorganico sono tracce dell’eccedere del desiderio.
“Spettri domestici” apre l’abitare su un nomadismo che si allontana, zigzagando, dalla violenza del presente.
Domenica 17 maggio ore 17 Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa, Viale Monza 255 Milano.
Questa volta parliamo di Terra e Libertà. Di come la crisi climatica non sia un “incidente di percorso”, ma il risultato diretto di un sistema basato sullo sfruttamento illimitato di risorse e persone.
Smontiamo la narrazione di chi vuole “colorare di verde” lo stesso capitalismo che devasta i territori. Per l’Autogestione: Rivendichiamo un’ecologia che parta dal basso, basata sul mutuo soccorso e sulla difesa dei beni comuni, fuori dalle logiche del mercato. Né Padroni né Confini: Perché non esiste giustizia ambientale senza giustizia sociale e libertà individuale.
La terra non ci appartiene, noi apparteniamo alla terra. E difenderla significa combattere ogni forma di dominio.
“La natura non è un luogo da visitare, è casa nostra. E non permetteremo che la trasformino in un deserto di cemento e profitti.”
Per chi non accetta la catastrofe come inevitabile. Per chi vuole un futuro respirabile, libero e selvaggio.