I nostri respingimenti

Il Ponte è un manufatto che unisce,
esseri umani.

I nostri respingimenti

Assonanze.
Tritone. Stritolamento.
Lamento.
Massimo risparmio, la molla.
Massimo profitto, il fine.
In fondo, la stessa medaglia.
Nel fondo, le stesse vite.
Ancora uomini, donne, bambini,
Battiti ed occhi – irripetibili –
non fisseranno più: né cielo né stelle.
Inghiottiti.
Con un grumo di sogni.
Respinti.
Da questa “civiltà” imperiale.
Modello globale.
Eco di giochi catodici.
Matrice di cuori e cervelli
a forma di banconote
e manganelli.
Noi respingiamo te, turrita BCE.
Vetrocemento neoliberista.
Noi respingiamo i tuoi salvataggi di banche.
E respingiamo le tue spalle
girate alla mano del l’uomo.
Tesa. Al sogno di sopravvivere, e forse, di vivere.
Noi respingiamo te, governo italiano.
Faccia tollosa.
Volenteroso bombardiere di scialuppe.
Piazzista stelle-e-strisce.
E “faremo del nostro peggio” (dicevano ironici i padri…)
perché un piccolo schizzo, nero,
volando da queste quattro righe, sberleffi
la tua camicia della festa.
Linda. Ualà!
Sorridi. Like as usual.
Fa’ conto che sia solo una goccia di petrolio,
soltanto una goccia di quella nafta
in cui galleggiava
– riverso – il volto di un bimbo.
Genia sulla cui pelle son bombe
le sole azioni che annunci.
Perché disperazione non possa tentare di nuovo.
E l’ancestrale diritto d’asilo, affogare.
Sondaggi in vista.
In droni you trust.

Sixto Geordie –
resistente, umano, di passaggio

Expo 2015: noi sappiamo e non ci stiamo!

noExpo
Noi sappiamo perché i politici lombardi e nazionali hanno concepito Expo 2015.
Noi sappiamo il movente che li ha mossi e che costituisce la causa del loro speculativo progetto; non a caso Expo è una S.p.a. il cui scopo è il massimo profitto.
Noi sappiamo quanta devastazione ambientale Expo 2015 ha arrecato al verde lombardo e al tessuto agricolo del territorio: 1.700.000 mq di superficie per gli stand, 2.100.000 mq di superficie per strutture di servizio e supporto sull’area ex Alfa Romeo di Arese.
Noi sappiamo quanto maggiore ancora tale scempio sarebbe stato se i movimenti spontaneamente costituitisi non si fossero opposti alla realizzazione di opere ulteriori scriteriate e distruttive.
Noi sappiamo quali politici e quali società – anche cooperative, frutto abusivo ed avvelenato di un’antica e nobile tradizione alternativa e solidaristica – da Expo 2015 hanno tratto ingenti profitti.
Noi sappiamo che Expo 2015 è una manifestazione oggettivamente inutile in un’epoca in cui tutti possono vedere – nel lampo di un clic – oggetti e luoghi dall’altro lato del globo.
Noi sappiamo la speculazione si abbatterà sul territorio una volta terminato Expo 2015.
Noi sappiamo che Expo 2015 rappresenta un retorico ricatto perché con la scusa di salvaguardare un malsano “orgoglio nazionale” si vuole anestetizzare la coscienza critica dei cittadini perché nessuno s’indigni a fronte dello sperpero di ingenti risorse pubbliche e della corruzione sottesa a tale flusso di denaro.
Noi sappiamo che a causa di Expo 2015 soldi pubblici sono stati sottratti a spese sociali di primaria necessità e rilevanza.
Noi sappiamo che Expo 2015 costituisce un precedente pericoloso ed un allarmante esperimento di ingegneria sociale perché – per la prima volta – giovani disoccupati verranno utilizzati come cavie per un lavoro gratuito contrabbandato come “opportunità” di volontariato e così dagli stessi accettato per disperata illusione di un fantomatico “ritorno” curriculare.
Noi sappiamo che – a causa di questo – Expo 2015 costituirà un esperimento di macelleria sociale ripetibile in un prossimo futuro.
Noi sappiamo che Expo 2015 è una ignobile vetrina in cui un tema drammatico come quello della “Fame nel Mondo” viene spudoratamente sfruttato al fine di precostituirsi un alibi morale proprio da quei soggetti economici che di tale tragedia sono la causa principale.
Noi sappiamo che su questo punto l’ipocrisia di Expo 2015 raggiungerà livelli intollerabili anche alla luce del fatto che dietro allo slogan “Nutrire il pianeta” si nascondono proprio le stesse multinazionali che da decenni il pianeta lo sfruttano, lo affamano o lo nutrono di cibo di dubbio valore nutritivo e di sicura insostenibilità ambientale.
Noi sappiamo che Expo 2015 è l’occasione attesa dalle Corporations per sferrare un ulteriore attacco ai beni comuni ai diritti ed alla salute dei cittadini (la stampa ha riportato il caso di Uber – presente in Expo 2015 – che ha svolto opera di sostanziale crumiraggio proponendo corse gratuite in occasione dello sciopero dei lavoratori del trasporto pubblico locale contro contro il Jobs Act da parte dei sindacati dei trasporti locali; poi c’è ManPower – che proprio dal Jobs Act trarrà ingenti profitti (fonte: Il Sole 24 ore) – società che gestisce il lavoro gratuito entro Expo 2015; poi ancora sempre le grandi Corporations – che puntano, a breve, e grazie al trattato neoliberista TTIP in fase di negoziazione – ad invadere l’Europa con OGM; e per chiudere non mancano neppure le onnipresenti società alimentari italiane – vecchie e nuove – che sfruttano anch’esse la precarietà lavorativa dei giovani come regola del proprio sistema “vincente”.
Noi sappiamo che Expo 2015 sfornerà un documento (la c.d. “Carta di Milano”) totalmente inutile, privo di rilevanza e grondante di retorica, buono solo ad imbonire le coscienze degli sprovveduti; e questo quando – a ben vedere – presso le Nazioni Unite già esistono organismi istituzionalmente deputati ad occuparsi del tema/slogan di Expo 2015.
Noi sappiamo che Expo 2015 sarà l’occasione tanto attesa dalla classe politica italiana – ed in primis dal capo del governo, soggetto che più di tutti ha devastato i diritti fondamentali dei cittadini e dei lavoratori, lo stato sociale, l’ambiente (v. il decreto trivella selvaggia), ha dissipato pubbliche risorse in missioni militari, nei caccia-bombardieri F 35 progettati per il first strike nucleare, in dannose ed inutili opere (come il TAV Torino-Lione) per lucrare consenso mediatico passeggiando lungo una passerella che i media italiani – addomesticati da milionarie elargizioni ricevute gratuitamente proprio da Expo 2015 – saranno solerti nello stendere con propagandistica genuflessione, degna del ventennio più nero (da intendersi come tale non solo quello berlusconiano, ma pure quello totalitario dell'”uomo solo al comando”).

Noi sappiamo cosa EXPO 2015 è in realtà.
E per questo diciamo – forte e chiaro – il nostro NO!

Il prossimo primo maggio il circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa alle 14:00 sarà in piazza XXIV maggio a Milano per la MayDay – No Expo per ribadire:

NO all’assurdità concettuale di EXPO 2015
NO alla speculazione – movente di EXPO 2015
NO alla cementificazione – effetto di EXPO 2015
NO allo sfruttamento – strumento di EXPO 2015
NO all’ipocrisia – tattica di EXPO 2015
NO all’autoritarismo – modus operandi elettivo di EXPO 2015
NO EXPO.

Anche se il nostro maggio ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti

(F. De André)

Evento Facebook

aprilemaggio

Il Ponte è un manufatto che unisce,
esseri umani.

aprilemaggio

All’attacco del sentiero, nella radura.
Tra poco, la salita.
Verso primavera.
L’alba non è ancora.
Luce viola.
Nuvole di vapore tra di noi.
Quanti, non si vede.
Strusciare di giacconi. Zaini.
Occhi da fessure. Silenzio.
Sigarette.
Cuore. Basso, continuo.
Lento.
Muto.
Fumogeni della mente.
Rosso e Nero.
Nuvole di respiro.
Volute di destini. Tosse.
Roche parole.
Che sanno.
Chi è qui è per stare.
Per starci. Insieme.
Per provarci.
Insieme.
Non sappiamo quanto sarà lungo.
Né quanto salirà,
né quanto ripido,
il sentiero.
Né, ancora, per quanto
– lì sotto (abeti e gufi) –
non vedremo
le stelle
(se non a sprazzi, radi momenti,
forse ai tornanti più secchi).
Intuisco chi c’è
Ma non conosco;
non ho giocato con lui da bambino,
non ho visto sigillarne il padre in una bara,
in una camera da letto,
di una casa di città, stinta. Dove vite
come candele.
Ma mi sta bene.
Posso immaginarmi come,
quella volta, sia andata.
E di come lui… allora. E adesso. Perché.
Chi è qui, ha cuccioli di cane nel cuore.
Ha gli occhi pieni di moli battuti dal vento,
di bimbi d’ alluminio,
fagotti impastati di salsedine.
E celtiche, da estirpare,
rabbiose bestemmie, da ricacciare
entro gole
bovine.
Chi è qui, nello stomaco e nel cuore,
risente il tentennante pianto d’un bimbo, nato accerchiato.
Se la scampa, ci sono glia altri, di là.
Sorride Manpower.
mister uomo-potere.
Bretelle fordiste,
ghigno affilato.
Potere dell’uomo.
Potere sull’Uomo.

In cammino.
Partiamo.
Insieme.
Si va.

Sixto Geordie –
resistente, umano, di passaggio