
Come alcuni o molti sapranno, il circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa ha indetto un corteo alternativo a quello organizzato dalla sigla che va sotto il nome di MAAMS (Milano Antifascista Antirazzista Meticcia e Solidale).
Per tanti anni il 12 dicembre ci ha visto coorganizzare in una assemblea cittadina, fra diverse realtà e individualità, le iniziative per rinnovare la memoria della strage di stato, convinti come eravamo e come siamo tuttora, che la strage non fu solo contro gli anarchici, ma contro chiunque esprimesse dissenso e voglia di libertà, allora come oggi.
Per lungo tempo, il corteo del 12 è stato un momento di unità nella diversità: ogni realtà portava le sue parole d’ordine all’interno di una cornice di conflittualità.
Negli ultimi anni, tuttavia, le cose hanno cominciato a prendere una piega che non ci piaceva: come l’anno scorso quando l’iniziativa non doveva essere sottoscritta da tutte le sigle aderenti, ma averne una sola (MAAMS appunto) in nome di una presunta efficacia, a scapito della bellezza della diversità.
Anche quest’anno abbiamo partecipato e cercato di contribuire all’assemblea cittadina per il 12 dicembre. Cercato, appunto. Purtroppo le dinamiche assembleari che si sono palesate ci hanno messo davanti ad un muro (di gomma) dove qualunque nostra istanza (in qualunque forma la si sottoponesse: personalmente in assemblea, via mail alla mailing list, per iscritto e distribuito in assemblea) cadeva nel silenzio, a parte forse un solo commento in quattro assemblee.
Le nostre proposte tenevano ovviamente conto del contesto democratico in cui eravamo e perciò, come tutti gli anni, abbiamo “limato” tutto ciò che poteva risultare fuori luogo in quell’ambito, ma non rinunciando mai a determinati concetti che si possono riassumere in “VALPREDA INNOCENTE, PINELLI ASSASSINATO, LA STRAGE E’ DI STATO” e non eravamo, siamo e saremo disposti a farci imporre una linea di comunicazione politica.
Un muro di gomma che probabilmente nasceva dalla voglia di estromissione, per probabili calcoli opportunistici, del Ponte della Ghisolfa o comunque un forte ridimensionamento politico nell’ambito delle iniziative.
Non vogliamo nascondere neanche che in quella sede abbiamo, sin dal primo incontro, manifestato la nostra contrarietà all’iniziativa della catena musicale. Non spiegheremo adesso il perchè, per chi ha voglia legga il nostro blog o ci chieda, saremo ben lieti di rispondere in merito.
Tornando all’assemblea, non solo eravamo di fronte ad un muro di gomma, ma questa si dava una linea di comunicazione politica unica (con tanto di reprimenda per chi non la seguiva), faceva sua la catena musicale senza mai palesarlo in assemblea (anzi a giudicare dagli articoli scaturiti dalla conferenza stampa, sembrerebbe essere l’iniziativa centrale) e per finire dichiara la non contrapposizione con la commemorazione del comune. Oltretutto si dice che ci sarà Mattarella (cioè l’attuale rappresentante del mandante della strage di stato) in quei giorni a Milano, che in qualche modo farà la sua testimonianza.
Per questi motivi abbiamo abbandonato l’assemblea ed indetto un’iniziativa alternativa, PARTIGIANA! Un’iniziativa dalla parte delle vittime, che non è disposta a scendere a compromessi con i carnefici, anzi che vorrebbe inchiodare alle responsabilità i carnefici. Un’iniziativa che reclami giustizia. Che conquisti giustizia.
A questo corteo hanno finora aderito l’Osservatorio democratico sulle nuove destre Italia, Pavia, Varese e Como, il Leoncavallo, l’Associazione Pietro Valpreda, il Comitato Lombardo Antifascista, la Rete Antifascista di Cologno Monzese e il comitato per la memoria di Saverio Saltarelli.
Per chiarire ulteriormente la nostra posizione, per raccogliere nuove adesioni e per costruire (per quanto sia possibile fare in 3 settimane) insieme l’iniziativa, invitiamo tutte e tutti il prossimo 24 novembre alle 18.00 c/o circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa in viale Monza 255, anche chi in tutti questi anni non ha trovato nell’assemblea cittadina il giusto contesto nel quale esprimersi.
TUTTE E TUTTI.
Venite anche se ci odiate e su facebook ci coprite di insulti per via delle nostre scelte e posizioni. Sarà una buona occasione per chiarirci.
Ovviamente se ci odiate perchè siete fascisti,liberisti ecc ecc avrete il giusto benvenuto 🙂
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Ricordando Valpreda, a 50 anni dalla strage di Stato, con Gianfranco Manfredi
Venerdì 21 giugno 2019 alle ore 21:00, presso il Circolo Anarchico PONTE DELLA GHISOLFA, in viale Monza 255 a Milano:
1969-2019 – a 50 anni da Piazza Fontana incontriamo Gianfranco Manfredi, indimenticato cantautore, ora autore di fumetti.
Gianfranco ci presenterà, insieme al disegnatore Roberto Rinaldi, i suoi ultimi due lavori per Bonelli Editore: “Autunno Caldo” e “La strage“. Due importanti contribuiti alla difesa della memoria e alla comprensione del presente.
L’evento si svolgerà nella Sala Pinelli del Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa e sarà anche un’occasione per ricordare Pietro Valpreda, ingiustamente accusato della strage e scomparso nel 2002.
Oltre a Gianfranco Manfredi avremo interventi di Saverio Ferrari ( Osservatorio democratico sulle nuove destre ), Gianni Mackinson e Mauro Decortes ( entrambi del Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa ) e un intervento di Roberto Gargamelli, amico e compagno di Pietro Valpreda ed anche di Emilio Borghese.
Gentrificazione: un dispositivo di governo e controllo della popolazione?
Con gentrificazione possono intendersi genericamente, tutte le forme di valorizzazione del territorio utili al capitale.
Appare lampante che il primo obbiettivo perseguibile è la speculazione edilizia e la messa a profitto di spazi diversamente vissuti dagli abitanti.
Tuttavia vorremmo avanzare una riflessione su come il capitale in realtà riorganizzi tutti i nostri spazi, fisici e temporali, in maniera capillare, riconfigurandoli assegnando ad ognuna una funzione ben precisa: c’è il tempo del divertimento con il relativo luogo, il tempo dedicato al consumismo con il relativi luoghi, il tempo casalingo nelle zone residenziali…
Questa sorta di standardizzazione del tempo e dello spazio è funzionale alla messa a profitto della vita stessa, oltre che utile a una sorta di governo delle persone che non vivono più i territori nella loro totalità stringendo una rete eterogenea di relazioni che disegnano gli spazi, ma relazioni frammentate e puntuali funzionali al tempo e allo spazio che attraversano.
La gentrificazione “produce nuove soggettività e nuove forme di vita a partire dalla separazione di ciò che era unito (la comunità storica del quartiere e i suoi legami) e dall’unificazione di ciò che era separato (la nuova smart people e i vecchi abitanti resilienti).”
In questo contesto il collante delle nuove soggettività non possono essere che i dispositivi digitali che unisce virtualmente, ma non solo, generano produzione, controllo di polizia oltre che consumo.
Ne parliamo con Giovanni Semi autore di “Gentrification. Tutte le città come Disneyland?” sabato 25 maggio alle 18 al ponte
