Quella conferenza stampa dopo Piazza Fontana….

In questa intervista a Enrico Maltini, coautore del libro “Pinelli, la finestra è ancora aperta”. Si parla dell’anarchismo milanese, di Pinelli e anche di quella conferenza stampa del Ponte, subito dopo la strage, dove si dichiarò che LA STRAGE E’ DI STATO.

 

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Piazza Fontana noi non dimentichiamo, noi non dimenticheremo

12 dicembre piazza fontana ore 18 per non dimenticare la strage di stato, Pinelli, Valpreda e tutte le vittime della violenza statale.

Per non dimenticare quella strage di stato quotidiana che si consuma ogni giorno con il covid, i morti sul lavoro, i tumori da inquinamento, una sanità asservita al profitto dei ricchi, della finanza e degli industriali.


Noi non dimentichiamo.
Noi non dimenticheremo.

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RIVOLUZIONE STUDENTESCA, un documento del Ponte, dal ’68

Giuseppe Pinelli al Ponte

Giuseppe Pinelli al Ponte

 

Il Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa fu fondato il primo maggio 1968 e dopo poche settimane rendeva pubblica la posizione dei Gruppi Giovanili Anarchici Federati sul movimento degli studenti che si andava sviluppando in tutto il paese e che aveva nella Università Statale di Milano uno dei centri principali.
L’intervento che vi proponiamo i leggere è molto utile e fa capire molte cose, l’impaginazione più leggera e di facile fruizione rende conto di un rinnovamento anche nel campo della comunicazione, ma è sui contenuti di questo testo
divulgativo che bisogna riflettere: si possono notare, anche se solo abbozzati, i primi segni della descrizione della TECNOBUROCRAZIA come nuovi padroni, ma soprattutto si può leggere di una contestazione rivolta all’interno del movimento, o di una parte di esso: nonostante l’uso di una fraseologia rivoluzionaria, dei riferimenti alla ribellione e alla trasformazione, gli obiettivi delle lotte degli studenti troppo spesso mirano a consolidare e razionalizzare il proprio ruolo di futura classe dirigente. Il ruolo dell’università è proprio questo: formare i dirigenti di domani e non sempre gli studenti sanno mettere in discussione questo ruolo.
Il messaggio, in sintesi, sembra essere questo: lottare “come studenti” può servire a correggere gli errori di un meccanismo che produce privilegio, lottare contro lo sfruttamento, mettere in discussione il ruolo della scuola e dell’università sono un primo passo indispensabile per un reale cambiamento.

 

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