La Guerra che fingiamo non ci sia

“Siamo in guerra ma facciamo finta di non saperlo. Su di noi non cadono bombe. La contraerea delle postazioni militari italiane non è attiva, non dobbiamo correre nei rifugi durante il giorno o nelle notti in cui dal cielo non piovono stelle. Ma siamo in guerra. Ci siamo da così tanto tempo e con così tanta indifferenza da non rendercene neanche più conto.”

domenica 3 febbraio 2019 h 18:00
Maria Rita Prette
“La guerra che fingiamo non ci sia”
Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa
viale monza 255 Milano
MM1 Precotto – Tram 7

“I funerali dell’anarchico Pinelli” deve tornare esposta!

E’ arrivato il 2019, cinquantenario di Piazza Fontana e dell’assassinio di Pinelli e l’opera di Baj “I funerali dell’anarchico Pinelli” rischia di rimanere per sempre nei bui scantinati dai quali è emersa dopo decenni solo una volta.

Quest’opera, dall’indubbio valore non solo artistico, appartiene inequivocabilmente alla storia di Milano; una storia con la quale la città tutta deve sicuramente ancora confrontarsi.

Chiediamo una testimonianza diretta da tutta la cittadinanza e da chiunque abbia a cuore il destino di quest’opera, affinché torni ad essere fruibile gratuitamente a Milano in un luogo consono come Palazzo Reale o altri spazi dello stesso livello negli anni a venire.

Un’opera d’arte è un modo per preservare la storia dalla sua riscrittura fissandola in una immagine.

Firmiamo per impedire che anche questo tassello della nostra storia e della nostra vita ci venga strappato! Questo è il link alla petizione:
https://www.change.org/p/comunedimilano-l-opera-di-enrico-baj-i-funerali-dell-anarchico-pinelli-deve-tornare-esposta-a-milano

Renato Curcio e l’algoritmo sovrano

DOMENICA 13 gennaio 2019 – ORE 18.00

CIRCOLO ANARCHICO “PONTE DELLA GHISOLFA”

VIALE MONZA 255 – MM1 PRECOTTO – TRAM 7

Presentazione del nuovo libro di

RENATO CURCIO

L’algoritmo sovrano. Metamorfosi identitarie e rischi totalitari nella società artificiale

(ed. Sensibili alle Foglie, 2018)

Il territorio più accessibile di internet è stato colonizzato e i coloni, come sempre nella tradizione capitalistica, alzano i vessilli dei marchi più noti dell’oligarchia digitale.
In questo continente, algoritmi “intelligenti” dal volto nascosto e al servizio di piattaforme digitali, classificano, predicono e giudicano condotte umane e conducono verso una deriva totalitaria.
Come in un incubo (documentato), si profilano i contorni di simil-democrazie dalle libertà sostanziali vacillanti, in cui i cittadini, assoggettati biometricamente ad un codice unico personale, si dispongono a riprodursi come cloni volontari di un algoritmo sovrano.
Naturalmente un’alternativa c’è ancora…
Ne discuteremo liberamente insieme con l’autore