Si può ( o si deve ) fermare la Via della Seta cinese?

Si può (o si deve) fermare la Via della Seta cinese?


L’Occidente cerca una alternativa senza considerare la geografia di luoghi, lingue, religioni, storia, iconografie e reciproche percezioni.
Ne parliamo con Fabrizio Eva, geografo politico, docente all’Università Ca’ Foscari.
Appuntamento per domenica 12 novembre alle 16
Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa
Viale Monza 255 Milano

Athena un film di Romain Gavras

Vi invitiamo alla proiezione del film Athena

Domenica 29 ottobre alle 16

Circolo anarchico ponte della ghisolfa

Viale Monza 255 Milano

Abdel viene richiamato dalla prima linea dell’esercito e, fatto ritorno a casa, trova la sua famiglia distrutta dalla morte di suo fratello minore. Il ragazzo pare sia morto in circostanza poco chiare dopo un alterco con la polizia. Desideroso di vendicare il fratello defunto e con il fratello maggiore Moktar invischiato in attività criminali e il minore Karim implicato come leader nella rivolta, Abdel si ritrova a dover placare le crescenti tensioni, cosa che gli riesce con molta fatica. La situazione, però, si fa sempre più grave, fino a trasformare la loro comunità, il quartiere di Athena, una vera e propria fortezza sotto assedio, nonché il palco della tragedia della sua famiglia e di tante altre.

Reietti come creammo i CPR

Vi invitiamo allo spettacolo teatrale

“Reietti
come creammo i CPR”
di e con Oscar Agostoni
Inoltre ci sarà anche un
intervento della rete Mai più lager no Cpr
Venerdì 27 ottobre alle 21
Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa
Viale Monza 255 Milano
supporto e supervisione di Helga Bernardini

“Possiamo decidere di rimanere da questa parte della barricata,
difendere il nostro status di occidentali allo sbando, che si sentono
attaccati.
Oppure possiamo fare il salto. Toglierci quella corda dal collo, che
ci soffoca. Possiamo riconoscerci nel diverso da noi.”
I CPR (centri di permanenza per il rimpatrio) sono presenti in molte
città italiane, spesso ci passiamo di fronte e neanche li vediamo.
Sono luoghi impenetrabili per la società civile, dove vengono
rinchiuse persone che non hanno commesso nessun reato, ma solo
irregolarità amministrative legate al permesso di soggiorno.
Dei CPR sappiamo poco, poche immagini che riescono a varcare il
muro che li separa dalla realtà intorno. Immagini condivise quasi
clandestinamente dalle persone che vi si trovano all’interno e che
testimoniano violenze e soprusi. Dei CPR a nessuno importa
parlare perché è una vergogna del nostro ordinamento giuridico e
del nostro vivere civile. Una macchina multicefala gestita da
aziende private che trasforma la detenzione di migranti in un grosso
business finanziario.
L’attore per far luce su questi luoghi affronta una ricerca anomala, a
metà strada tra teatro di narrazione e indagine giornalistica.
Partendo dalla drammatica vicenda di Moussa Balde, un ragazzo
fuggito dalla Guinea e morto nel 2021 all’interno del centro di
permanenza per il rimpatrio di Torino, porterà lo spettatore a
sprofondare nelle viscere infernali del più grande buco nero dei
diritti in Italia.