INVISIBLE PUEBLOS OF BENETTON

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INVISIBLE PUEBLOS OF BENETTON

Vale a dire: quando la sopraffazione del capitalismo ha un nome (e una stomachevole narrazione pubblicitaria).

Ne discuteremo insieme ascoltando l’esperienza diretta di Enrico Riboni sulla lotta del popolo Mapuche.

DOMENICA 18 NOVEMBRE 2018 ALLE 18.30

Circolo anarchico “Ponte della Ghisolfa”
Viale Monza 255 – Milano

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Join Mastodon!

Il circolo anarchico Ponte della Ghisolfa ha, da pochi giorni, un account mastodon. È raggiungibile tramite questo indirizzo: https://mastodon.bida.im/@ponte.

“Che noia! L’ennesimo social network?”, direte voi.

“No!”, rispondiamo noi.

Cos’è mastodon?

In effetti, è un social network, ed è molto simile a Twitter.

Per certi versi, ne rappresenta un clone: come su Twitter, dopo aver creato il proprio account, è possibile pubblicare un breve testo, un’immagine o un filmato (su mastodon si dice “fare un toot”).

I toot degli altri utenti possono essere apprezzati e ri-postati (re-toot).

mastodon è pensato per il web: perciò è accessibile, come un normale sito, tramite un internet browser (Chrome, Firefox, etc); ma esistono anche alcune app (Tootdon, per esempio), per l’utilizzo tramite smartphone e tablet.

Perchè mastodon?

Innanzitutto, perché è software libero. Questo significa che è protetto da una speciale licenza che tutela la libertà degli utenti di usare, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il software, liberamente e con il consenso degli autori.

Inoltre, mastodon non ha un server (o un cluster di server) centralizzato: ci sono tanti server (nel mondo mastodon si chiamano istanze).

Le singole istanze si possono riunire in federazioni e ogni istanza mantiene la propria autonomia, dialogando con le altre attraverso protocolli standard e aperti.

Perchè mastodon.bida.im?

mastodon.bida.im è l’istanza, tra le numerose presenti in rete, che abbiamo scelto per registrare l’account del circolo anarchico Ponte della Ghisolfa.

È un’istanza pensata e realizzata da un gruppo di lavoro di hacktivist* che fanno parte di centri sociali, circoli anarchici, esperienze sociali autogestite e hacklab.

In particolare, il progetto è scaturito dal dibattito riguardante i social network sviluppatosi nelle assemblee del circolo anarchico Camillo Berneri di Bologna, dello spazio sociale XM24, del collettivo HacklabBO e nelle discussioni della mailing-list hackmeeting.

L’obiettivo è quello di costruire un’alternativa ai social network commerciali, cercando di garantire un certo grado di anonimato e di privacy agli utenti, mettendoli per di più al riparo dalla censura preventiva, dalla profilazione di massa e dalla manipolazione delle informazioni, non concedendo nessuno spazio a contenuti razzisti, sessisti e fascisti e a messaggi di propaganda partitica istituzionale o esclusivamente commerciali.

Dopo la chiusura di Indymedia Italia, i movimenti sociali non sono stati capaci di proporre una piattaforma dedicata all’open publishing di tipo non commerciale: il collettivo bida.im rilancia l’idea alla base di Indymedia, proponendo alle realtà antagoniste di munirsi di strumenti il più possibile autonomi e indipendenti, caratterizzati dall’esercizio dell’autogestione dal basso.

Per approfondire

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