Potere, soggettività, postmodernitá

Vi invitiamo alla presentazione del libro di Giuseppe Dambrosio
“Potere, soggettività, postmodernità” ( edizioni Sensibili alle foglie )

Venerdì 16 giugno alle 18
Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa
Viale Monza 255 Milano

 

 

Il libro indaga le nuove forme di assoggettamento e soggettivazione nella post-modernità ed evidenzia l’inquietante esasperazione della disciplina di normalizzazione, particolarmente osservabile nei contesti di tipo educativo e formativo, che si concretizza dell’eccessiva e crescente medicalizzazione della società. L’autore propone i concetti di “non corpo”, “non-spazio” e “non-tempo” per identificare l’evoluzione degli effetti di “deformazione” legati alla globalizzazione e alle derive tecnologiche e tecnocratica del neoliberismo.
DIALOGHERÀ CON L’AUTORE, ANDREA FORRIA, INSEGNANTE E FORMATORE.

“EDUCAR EN LIBERTAD”

Vi invitiamo alla presentazione del progetto di educazione antiautoritaria “EDUCAR EN LIBERTAD”
Sabato 3 giugno alle 16 al Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa Viale Monza, 255 Milano.
Incontro con Roselyn del progetto educare in libertà e compagna dell’organizzazione giovanile anarchica Lima
Educar en libertad è un progetto antiautoritario nato per apprendere/condividere le proprie esperienze, conoscenze ed è aperto all’apprendimento collettivo cooperativo.
La nostra idea va oltre il fatto di “educare”.
Vogliamo offrire esperienze divertenti, orizzontali e consapevoli.
Pedagogia antiautoritaria, il tutto con amore e pazienza.
Storicamente, nel nostro territorio, l’educazione e l’educazione tradizionale-conservatrice non è mai stata incentrata sui bambini, tanto meno sull’educazione dei bambini con rispetto e orizzontalità, poiché tutto è stato eseguito con imposizione su una scala di gerarchia di potere, di conseguenza vediamo una società insensibile, placata dal capitalismo che vede il bambino come “l’adulto del futuro”, rafforzando così l’idea adultocentrica di ciò che è “meglio” per lui rispetto a ciò che prova.
In questo modo, l’idea è iniziata con l’importanza di uno spazio ludico, ricreativo e di apprendimento per rendere i compagni di classe più partecipativi con i propri figli da quando questo spazio si è trasferito a Fiere, mostre, laboratori e quartieri. Dove sono stati accolti non solo i figli dei compagni di classe, ma anche il quartiere in cui si sono stabiliti.
Perché una pedagogia antiautoritaria?
In un mondo in cui la maggior parte dei bambini vive e cresce sotto una violenza generazionale normalizzata, ci impegniamo a essere spazi che offrano loro nuove esperienze e che queste convalidino le loro emozioni. Dove attraverso il gioco, la cooperazione, il rispetto e la consapevolezza il loro apprendimento è significativo per costruire la propria identità e autonomia.

Perdere tempo per educare. Incontro con Simone Lanza

Vi invitiamo alla presentazione del libro di Simone Lanza “Perdere tempo per educare” ( WriteUp edizioni ) con prefazione di Serge Latouche. Venerdì 30 giugno ore 18 al Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa, Viale Monza 255 Milano

 

Ricorre, tra le pagine di questo intenso scritto, la domanda rousseauiana, se sia ancora possibile perdere tempo per educare le nuove generazioni. Come si può uscire dallo schiacciamento sul presente dando futuro con il passato? Partendo dalla quotidiana esperienza pratica di docente e formatore, l’autore sviluppa una riflessione teorica sulle difficoltà dell’educazione odierna segnata sempre più dalla velocizzazione, dalla perdita di autorità delle figure educanti, dalla perdita di mediazione umana dovuta all’espansione del tempo-schermo, del démariage e della crisi del matrimonio, tutti aspetti che mostrano le conseguenze sulla salute psico-fisica dei più giovani. Il saggio propone di risemantizzare parole quali autorità, testimonianza, limite, mediazione, ordine, disciplina, regole in una pedagogia dell’utopia. Pensate lontano dall’accademia e dalla formazione come scienza, ma scritte con spirito divulgativo e rigore scientifico, le riflessioni si rivolgono a insegnanti, genitori, nonne, educatori, animatrici, logopedisti, catechisti, e allenatrici, a chiunque, nella comunità educante, abbia ancora a cuore la questione politica della relazione tra generazioni.