L’egemonia digitale, video dell’incontro con Renato Curcio 12/02/2017
Archivi autore: msette
CHI HA PAURA DI “PANE QUOTIDIANO”?

“….Da tempo i cittadini residenti segnalano le condizioni di degrado che il quartiere ha raggiunto: i giardini limitrofi, dove senzatetto e sbandati bivaccano, vengono ormai utilizzati per le necessità corporali; la fontanella presente sul piazzale antistante l’edificio è usata come doccia pubblica; i resti del cibo distribuito da Pane Quotidiano vengono abbandonati e hanno dato origine a vere e proprie colonie di ratti…..”
Questo è lo scenario apocalittico presantatoci sulle pagine di Republica dai leghisti Lepore e Piscina.
Il caso del giorno è “Pane Quotidiano”, una associazione laica che da molti anni distribuisce cibo a chi, italiani o migranti poco importa, ha difficoltà a comprarne. Inutile spiegare a questi soggetti che con l’aggravarsi della crisi economica la fila davanti a quelle poche realtà solidali ancora rimaste si farà sempre più lunga, e non sarà di certo un idea di “decoro” strettamente legata al bisogno “sicurista” tanto accarezzato sia a destra che a sinistra, a risolvere il problema.
Noi sappiamo bene che una soluzione definitiva al problema della povertà consiste in un profondo e radicale cambiamento della società , non stiamo qui a ripetere che la povertà esiste perchè esiste la proprietà privata, ci limitiamo a riconoscere il merito di chi, qui ed ora, cerca di alleviare le sofferenze dei suoi simili.
Le parole di Lepore e Piscina sono inqualificabili, lontanissime dall’esprimere una pur vaga proposta politica, sono invece espressione di una diffusa infezione che andrebbe estirpata.L’associare le file di bisognosi ad infestazioni di ratti e rivelatrice di come viene visto il problema.
Vorremmo, per quello che può servire, esprimere la nostra vicinanza a Pane Quotidiano ricordando che le iniziative tese ad aiutare gli ultimi non devono essere usate come serbatoi di consenso.
Dietro quelle file di “degrado” ci sono storie e vissuti personali, persone che già probabilmente hanno dovuto mettere da parte l’orgoglio per chiedere una mano.
Infierire ulteriormente è semplicemente mostruoso.
Non è nascondendole sotto il tappeto che le contraddizioni di questa società spariranno.
L’unico vero degrado che stiamo vivendo è la mancanza di empatia.
IL PONTE NON E’ A NOLO

Leggiamo sul quotidiano IL GIORNO che all’interno del Municipio 2 c’è chi vorrebbe mandarci via dalla sede di Viale Monza 255.
Il presidente del municipio, Samuele Piscina, leghista, vorrebbe farne una biblioteca: sulla sua testa pende una denuncia per danneggiamenti di proprietà privata con l’aggravante di motivi razziali. Lasciamo immaginare quali libri potrebbero trovarsi nella suddetta biblioteca….
E che dire di Vittoria Sblendido simpatica compagna che potevate incrociare alla fermata Precotto a volantinare per Sala residentisima in zona che a distanza di trent’anni si rende conto della nostra presenza e decide che a lei non sta bene?
In queste settimane il Municipio 2 è stato paralizzato da uno stillicidio di intrighi, voltafaccia, e pastette da politicanti di cui a noi di solito non frega mai nulla, ma questa volta una risposta ci vuole.
Col quartiere i nostri rapporti sono sempre stati ottimi e proficui tant’è vero che prima dell’articoletto del giorno sapevamo benissimo che qualcuno si stesse muovendo contro di noi, e sapevamo anche chi fosse, informati da abitanti e negozianti.
Ricordiamo che gli anarchici milanesi hanno una sede anche per il contributo dato alla Resistenza al fascismo, facciamo parte della storia di questa città che piaccia o no. Poi se dietro queste provocazioni si nasconde un qualche disegno di speculazione, sappiate che non sarà per niente facile portarlo a termine.
In tanti anni in molti hanno provato ad allungare le mani sulla nostra sede, ma anche mestieranti della politica ben più preparati hanno dovuto abbandonare l’idea.
Il Ponte non è a Nolo, ma rimarrà a Precotto, e vedrà passare pure voi.