L’Aginter Presse e la strategia della tensione

Cinquantenario di Piazza Fontana, continua la pubblicazione dei documenti per non farci rubare la memoria, capire il contesto storico e politico nel quale si è sviluppata la strategia della tensione. La memoria non deve essere sterile commemorazione, ma difesa della verità storica per aprire prospettive di cambiamento.


QUELLI CHE SEGUONO SONO GLI ARTICOLI PUBBLICATI DA INCERTI, OTTOLENGHI E RAFFAELLI SUL SETTIMANALE “L’EUROPEO” NEL NOVEMBRE DEL 1974.
GLI ARTICOLI SONO IL RISULTATO DELL’ESAME DEI DOCUMENTI APPARTENENTI ALLA CENTRALE “AGINTER PRESSE”, UNA STRUTTURA COPERTA DOVE SERVIZI SEGRETI OCCIDENTALI E I GRUPPI FASCISTI COLLABORAVANO PER COLPIRE CON OGNI MEZZO I MOVIMENTI DI EMANCIPAZIONE IN QUALSIASI PARTE DEL MONDO.LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA E’ UNO DEI FRUTTI DI QUESTA STRATEGIA.

SIAMO ENTRATI NEL CARCERE DI LISBONA

E abbiamo fotografato i documenti proibiti

Lisbona, novembre
Siamo entrati nel carcere di Lisbona e abbiamo fotografato gli archivi segreti dell’ “Aginter-Presse”, la famosa agenzia con la quale era collegato anche Giannettini. Primi giornalisti al mondo, abbiamo fotografato centinaia e centinaia di documenti, schede, dossier, lettere.
L’Europeo ha ora le prove che dal 1962 sino alla rivoluzione portoghese del 25 aprile scorso l’ “Aginter-Presse” di Guérin-Serac era:
1) un’agenzia di stampa e di propaganda per la diffusione di idee e di programmi nazisti in tutto il mondo, in particolare in Europa e in Africa. Lo provano migliaia di opuscoli e di lettere riservate custodite nelle segrete del forte-carcere di Caxias;
2) un’agenzia di reclutamento e di addestramento professionale di mercenari, terroristi, e sabotatori per portare il disordine e il caos ovunque, allo scopo dichiarato di minare le fondamenta dei governi democratici. A questo proposito abbiamo trovato schede di reclutamento, testi e programmi di vere e proprie lezioni di sabotaggio, terrorismo, controguerriglia, direttive ideologiche e pratiche per l’esecuzione di missioni clandestine, relazioni particolareggiate, spesso in codice, di operazioni avvenute;
3) una centrale di spionaggio ufficialmente legata ai servizi segreti portoghesi e, tramite questi, a quelli degli altri paesi occidentali. Negli archivi si trovano ricevute di denaro proveniente dalla PIDE, la polizia segreta di Salazar, e fitti scambi di corrispondenza e di segnalazioni a numerosi servizi segreti, incluso il nostro SID. Lo spionaggio era effettuato da agenti dell’ “Aginter-Presse” che si spostavano continuamente pe ri diversi paesi europei e africani stabilendo contatti e punti di riferimento locali;
4) il cervello e il luogo di incontro di quell’organizzazione internazionale che ha tirato le fila dell’eversione in questi ultimi anni. dai documenti “Aginter-Presse” è provato che l’Internazionale nera esisteva, che riceveva finanziamenti regolari, che stipulava accordi per “interventi” in questo o quel paese, che i suoi legami giungevano sino ad alti livelli politici ( specialmente in Francia e in Germania ). In pratica, questa Internazionale usava l’ “Aginter Presse” quale suo principale braccio d’azione, ben protetto e aiutato dal governo portoghese;
5) il centro strategico per operazioni di “intossicazione politica” e provocazione, e per l’attuazione di una vera e propria “guerra rivoluzionaria”. Per comprendere queste operazioni basterà, per ora, citare l’indice delle cinque fasi del corso di “Tattica” per gli agenti dell’ “Aginter-Presse”: la prima fase è di “preparazione”, la seconda di “pulizia e propaganda”, la terza di “guerriglia e terrorismo”, la quarta di “liberazione parziale”, la quinta di “insurrezione generale”. basterà inoltre dire che negli archivi abbiamo trovato i nomi di numerosi agenti italiani. Fra questi quello di Guido Giannettini ( cui è riservata una scheda ) , Pino Rauti e di molti dei partecipanti a quel convegno svoltosi a Roma nel 1965 all’hotel Parco dei Principi il cui tema era ( una ben strana combinazione! ) ” La guerra rivoluzionaria”. Questo per quel che concerne l’Italia: per gli altri paesi i dirigenti dei vari “Ordre Nouveau”, “Europe Action” e così via erano tutti collegati con l’ “Aginter-Presse”.
Dalla fine del 1968 in poi l’Italia risulta essere stata un ambito terreno di caccia per l’agenzia portoghese. Nel nostro paese l’ “Aginter-Presse” ha:
1) creato una rete di agenti (abbiamo scoperto almeno trenta nomi e uno schema degli aderenti nelle diverse città italiane ) i cui compiti andavano dalla semplice informazione politica alla scientifica organizzazione della sovversione. Appare dai documenti che, proprio agli inizi del 1969, il primo anno tragico italiano, uno dei capi dell’ “Aginter-Presse”, braccio destro di Guérin-Serac, ha compiuto numerosi viaggi in Italia;
2) preso accordi di “collaborazione” con giornalisti, agenzie di stampa, organizzazioni, uomini politici, agenti del nostro servizio segreto, esponenti del mondo finanziario, religiosi, diplomatici. Tutti i contatti sono stati scrupolosamente annotati, tutti i personaggi sono stati suddivisi secondo nomi e cifre in codice di cui abbiamo rinvenuto le chiavi;
3) raccolto informazioni segrete su personaggi e fatti politici, economici, e finanziari italiani e compilato apposite schede inserite in dossier. Tali informazioni venivano poi diffusi agli agenti, ai collaboratori, agli “amici”: informazioni diverse secondo il grado di “vicinanza” dei personaggi cui fornire le notizie;
4) accolto a Lisbona agenti italiani ed esponenti del mondo politico di destra per concordare programmi comuni di azione. Vi sono lettere con preannunci di viaggi e relazioni di incontri avvenuti;
5) arruolato giovani italiani per operazioni terroristiche, abbiamo trovato lettere di richieste di arruolamento e schede segnaletiche dei candidati;
6) infiltrato i suoi uomini in organizzazioni di estrema sinistra e in movimenti universitari. L’infiltrazione, teorizzata a ungo nelle istruzioni dell’ “Aginter-Presse”, è uno dei cavalli di battaglia dell’agenzia. In Africa essa operava infiltrazioni nei Movimenti di liberazione nazionale. Esiste anche un lungo documento che spiega il tentativo di liberazione dal carcere di Kinshasa di un agente dell’ “Aginter-Presse” fatto prigioniero “per propaganda maoista”.
Negli archivi custoditi nel carcere di Caxias è dunque documentata una storia che ci riguarda da vicino. Sono archivi eccezionali, disponibili per opera di un avvenimento eccezionale quale è la rivoluzione portoghese dell’aprile scorso: accanto a quelli del’ “Aginter-Presse” sono custoditi nel carcere di Caxias quelli di cinquant’anni di attività della PIDE. A queste carte ( intere stanze piene di documenti ) stanno febbrilmente lavorando i militari del Movimento delle forze armate portoghesi. Uno di questi, il comandante Costa Correia, è stato delegato dal governo ad esaminare proprio gli archivi dell’ “Aginter-Presse”: è l’unico uomo che conosce a fondo la storia di questa famigerata agenzia. E, per la prima volta ce ne parla.

Comandante Costa Correia, le chiediamo una “scheda di identificazione” della “Aginter-Presse”. Una scheda come quelle che, a migliaia, abbiamo visto negli archivi del forte di Caxias.

Non è stato semplice ricostruire la storia di questa “agenzia di stampa” che per tanto tempo ha operato, da Lisbona, in tutto il mondo. E non è stato semplice perché quelli della “Aginter”, da veri professionisti, hanno sempre coperto la loro attività con mascherature di ogni tipo, codici spesso molto difficili da decifrare, precauzioni più che efficienti. Ma la gran massa di documenti sui quali ho dovuto operare mi ha consentito di tracciare un profilo storico e organizzativo della agenzia che ritengo esatto e incompleto.

Cominciamo dalla storia, allora.

Facciamo la storia e vediamo come Guérin-Serac e i suoi amici hanno operato in questi anni. Il francese, ex ufficiale dell’OAS, espulso da De Gaulle, fanatico del nazi-fascismo, approda a Lisbona nel 1962, con lo scopo di fare pubblicare un suo libro, intitolato Principi, che è un po’ il codice di quella che sarà la futura attività, non solo della “Aginter Presse”, ma anche del movimento “Ordre et Tradition” di cui Guérin-Serac sarà il presidente e fondatore. L’agenzia di stampa nasce quindi in quell’anno, allorché il francese cerca un appoggio concreto presso il governo di Lisbona. Non lo trova a livello ufficiale, ma ottiene invece aiuti e “spinte” dalla Legione Portoghese, organizzazione para militare (tipo Falange e SS) del regime. Guérin-Serac viene incaricato di sfruttare la sua passata esperienza di ufficiale dell’OAS e organizza corsi pratici di sabotaggio e contro sabotaggio, spionaggio, terrorismo. Intanto pubblica il suo libro con l’idea-base del suo credo: “lasciate aperte le frontiere, noi arriveremo dovunque e schiacceremo lo sciacallo comunista”.

Guérin-Serac ha quindi fin dall’inizio un rapporto diretto con il governo portoghese.

Naturalmente. Offre i suoi servizi al ministero degli Affari Esteri e poi alla PIDE, la famigerata polizia politica. E’ la PIDE a ingaggiarlo, con un regolare contratto firmato e controfirmato che abbiamo ritrovato negli archivi. Guérin-Serac deve organizzare una “agenzia giornalistica” c he serva da copertura ad un’organizzazione incaricata di infiltrarsi, con i suoi agenti, soprattutto in quei paesi africani che hanno rotto le relazioni diplomatiche con Lisbona. La PIDE paga, e profumatamente, e il francese inizia il suo lavoro. Manda i suoi agenti, tra i quali il famoso Roberto Leroy, (già intervistato dall’Europeo, n.d.r.), in Africa e intanto fa opera di propaganda, diffondendo i bollettini e le pubblicazioni di estrema destra della “Aginter Presse” in tutta Europa. In questi anni, tr il 1962 e il 1965, gli agenti di Guérin-Serac viaggiano molto e dappertutto, creando quella rete di informatori, di collaboratori, di delegati che, più tardi, si rivelerà assai utile.

MOLTO INTERESSE PER L’ITALIA

E soprattutto molto efficiente, comandante.

Non c’è dubbio che uno studio molto approfondito degli archivi dell’agenzia potrà portare a risultati assai interessanti sull’attività di questi “delegati”, sparsi un po’ in tutto il mondo. Per esempio, fin dai primi anni, uno degli scopi della “Aginter Presse” è quello di infiltrare i suoi uomini nei movimenti di sinistra e di estrema sinistra d’Europa, o nei movimenti di liberazione in Africa. Gli “anni d’oro” dell’Africa, comunque, sono per la “Aginter Presse” quelli che iniziano con il 1965, quando l’agenzia riceve un grosso contributo dalla PIDE, non meno di trenta milioni di lire l’anno. Ne abbiamo le prove concrete, e questo può fare pensare ai rapporti della “Aginter Presse con altre polizie e con altri servizi, tramite la PIDE. Una delle operazioni più tipiche di quegli anni è quella denominata “Zona l’Este” che si è svolta in Angola, oppure l’operazione “Robinson” per liberare un agente detenuto in un carcere africano, ad opera dei cosiddetti “agenti operativi” di Guérin-Serac. Essi hanno agito anche nel Senegal, nel Gabon, nel Congo, in Guinea, Inviando a Lisbona rapporti e informazioni che abbiamo ritrovato intatti e che, oggi, ci servono per ricostruire la vera attività della PIDE, oltre che della “Aginter Presse”, anche in Europa.

Ma qual è stata, nei particolari, l’attività della “Aginter Presse in Europa?

Direi che gli uomini di Guérin-Serac hanno agito molto più concretamente in Italia o in Francia, in Germania o in Svizzera, che nei paesi africani. E’ un lavoro che inizia, in pratica alla fine del 1968, quando la PIDE ha ottenuto, per l’Africa, una serie di informazioni e di “azioni” che riteneva sufficienti. Allora, per così dire, ha tagliato i fondi a Guérin-Serac, il quale decide di rivolgersi a tutti gli uomini ed ai movimenti di destra che già aveva contattato all’inizio della sua attività. Il lavoro è facile, l’idea viene accettata da molti, soprattutto in certi paesi, come l’Italia. Guerin-Serac ha una particolare attenzione per il vostro paese: Gli dedica bollettini e rapporti. L’aGintErpResse” comincia a parlare, in italiano, alla “Voix de l’Occident”, una trasmissione per l’estero di Radio Portogallo. Sono informazioni, o forse sono anche direttive, date in codice, agli agenti italiani. Sta di fatto che gli uomini dell’ “Aginter-Presse” compiono, tra il ’68 e il ’69, molti viaggi in Italia. Si distingue per il suo attivismo il solito Leroy, che riesce ad avvicinare molti personaggi illustri della vostra vita politica, del giornalismo, della finanza. E’ questo probabilmente il periodo più difficile da decifrare, nella attività dell’agenzia. Tutti i rapporti e tutte le informazioni sono scritti in codice, coinvolgono nomi molto noti, forniscono notizie che abbiamo controllato e stiamo ancora controllando. E sono notizie anche clamorose.

ARRIVEREMO ANCHE ALLE BOMBE

Sarà una coincidenza, comandante, ma il 1969 è l’anno delle bombe, in Italia. E c’è quel famoso rapporto segreto del SID in cui si accenna a Guérin-Serac come all’ispiratore dell’azione sovversiva.

Lo so. E per questo indaghiamo con molta attenzione su questo periodo. Anche perché l’esame dei documenti dimostra, per questi anni, una crisi finanziaria della “Aginter Presse”, come ho già detto, ma anche, contemporaneamente, un forte sviluppo dell’attività di contatto con personaggi stranieri, confidenti, informatori, agenti. Tanto è vero che, per poter seguire meglio i vari settori operativi decide di fondare una seconda “Aginter Presse”, sempre a Lisbona ma in un luogo diverso dalla precedente. Ed è questa un’agenzia che si dedica ad attività industriali o commerciali, forse di spionaggio industriale. Anzi, più probabilmente, questa nuova attività serve di copertura alle già note azioni: abbiamo ritrovato centinaio di assegni, di mandati di pagamento, di operazioni finanziarie. Naturalmente si parla anche di traffico di armi.

Con l’Italia, comandante Costa Correia?

Anche con l’Italia. Con il vostro paese Guérin-Serac ha avuto rapporti molto stretti, credo di capire dai documenti.
Ha avuto rapporti con il MSI, con la CISNAL, ma forse più a livello locale, personale, che a livello di direzione centrale. Direi, anche, che molto probabilmente, le persone contattate dalla “Aginter Presse” erano, allo stesso tempo, funzionari di partito e informatori dell’agenzia di Lisbona. Nel complesso abbiamo condotto l’inchiesta su una trentina di personaggi italiani (anche molto noti), e su alcuni italiani ai quali sono state impartite lezioni di sabotaggio e di terrorismo. Ci è stata utile, a questo proposito, la confessione di un importante agente del PIDE, MArio Franco, che lavorava anche per la “Aginter Presse” e che ha compiuto frequenti viaggi in Italia. Franco è detenuto qui, nel carcere di Caxias.

E per le bombe, comandante?

Arriveremo anche alle bombe. Esaminandi i ruolini di marcia della agenzia, controllando versamenti di denaro e spostamenti di agenti, forse troveremo delle sorprese importanti. Sì, credo proprio che ci arriveremo.