Pietro Valpreda: Il memoriale

Vi proponiamo alcuni brani tratti dal memoriale di Pietro Valpreda, leggerli oggi è ancora utile. Prossimamente ricorderemo Pietro in una iniziativa pubblica, rimanete in contatto!

……Pinelli, da quando lo avevo conosciuto, nel ’58 o ’59, era stato sempre un compagno allegro e gioviale, entusiasta delle nostre idee, anche se eravamo in pochi a professarle. Ora Pino non c’è più. Durante i miei interminabili interrogatori buona parte delle domande verteva su Pino. Mi chiedevano di tutto e avevo l’impressione che in ogni modo volessero provare la sua responsabilità. Ma le mie risposte erano chiare e serene perché rispecchiavano interamente la verità: sapevo che Pino aveva pagato con la vita, da innocente, come da innocenti stavamo pagando noi; pertanto ogni insinuazione e ogni manovra tendenziosa cadevano nel nulla…….

Pino era innocente e la sua oscura morte ne è la riprova. Esauriti gli argomenti politici e relativi ai fatti, sono arrivati al punto di chiedermi se ero al corrente di particolari intimi sulla sua vita privata. Per coprire quella verità che ora sta facendosi faticosamente strada, per avallare una infame costruzione poliziesca hanno tentato di separare e contrapporre le posizioni di Pino e nostre. La verità è che siamo uniti e vittime del medesimo disegno criminoso che portò agli attentati del 12 dicembre 1969.Fui fermato lunedì 15 dicembre a Milano, al Palazzo di giustizia. Polizia e magistratura sapevano anche per conoscenza diretta che non zoppicavo, che avevo frequentato le lezioni di danza fino al giorno 11 dicembre, per cui le loro dichiarazioni su una presunta mia menomazione furono un falso deliberatamente voluto, onde giustificare la loro pazza tesi di una corsa in taxi di 100 metri.

……Gli ultimi giorni a Roma li trascorsi, al mattino come sempre a lezione, poi al circolo con i compagni o con Rossana.

Appena fummo fermati e incriminati, tralasciamo i metodi, cominciò il più infame linciaggio morale che il sistema abbia mai perpetrato: ma l’ordine politico era ben preciso; non credo che riuscirei a trovare le parole per descrivere il loro infame disegno, che continua tuttora.

Quel fatidico venerdì pomeriggio ero a letto, avevo viaggiato tutta la notte su una 500 ed ero morto di sonno; al mattino mi ero recato dall’avvocato. L’avvocato Luigi Mariani, lunedì mattina, mentre andavamo dal giudice, mi disse: «Eri con tua zia e puoi stare tranquillo, anche se, come al solito, hanno cominciato la caccia all’anarchico».

Mi ricordo ciò che uscì dalle sottili labbra da sadico di Calabresi, mentre mi stavano interrogando alla questura di Milano. «Questo non sciupatemelo», disse. «Il Valpreda ci serve». Avrebbe fatto meglio ad aggiungere: vivo.

E sono ancora qui, oggi, a languire in galera innocente, mentre il sistema cerca di appiopparci l’ergastolo…….

Qui il testo integrale https://stragedistato.wordpress.com/2015/04/27/memoriale-tratto-da-lettere-dal-carcere-del-sistema-di-pietro-valpreda-maggio-1972/

Diritti Globali al tempo dei populismi – Amore e Rivoluzione

Domenica 12 maggio alle 18:00 dibattito con Sergio Segio, direttore di Global Rights Magazine e Mauro Decortes del Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa.
Inoltre proiezione del Film “Amore e Rivoluzione” di Yannis Youlountas sulle lotte libertarie e rivoluzionarie in Grecia.
Dieci anni dopo le rivolte che infiammarono la Grecia, i media non parlano più della crisi di questo Paese, a suggerire che la cura di austerità è riuscita e che la calma è tornata. Questo film dimostra il contrario: a Salonicco i giovani impediscono la messa all’asta delle case pignorate, a Creta i contadini si oppongono alla costruzione di un nuovo aeroporto. Ad Atene il potere è preoccupato per il moltiplicarsi dei sabotaggi, e nel quartiere di Exarchia, minacciato di sgombero, il cuore della resistenza accoglie i rifugiati nell’autogestione. Quest’ultimo film di Yannis Youlountas è un viaggio nella musica tra coloro che sognano amore e rivoluzione.

Qui il link all’evento https://www.facebook.com/events/689528784824929/

MAYDAY 019 / OCCUPY NOLO

Finiamola con queste formule ambigue quali “il diritto al lavoro” o “a ciascuno il prodotto integrale del suo lavoro”. Ciò che noi proclamiamo è il diritto all’agiatezza, l’agiatezza per tutti.

Pétr Alekseevié Kropotkin

Il lavoro mi perseguita, ma io sono più veloce.

Lupo Alberto

Usiamo le parole di due celebri libertari, per affermare che è tempo di tornare al pensiero anarchico, alla disperata ricerca di alternative all’attuale organizzazione sociale e al modello economico dominante.

Siamo contenti di sopravvivere sotto il governo della Finanza, che esercita il proprio potere in un’ottica di asservimento planetario dei lavoratori e delle risorse?
Non ci allarma vedere la politica degli Stati copia-incollata dall’agenda del Capitale finanziario e finalizzata al mantenimento dell’impianto iperliberista e delle relative diseguaglianze?

Da una parte minoranze parassitarie, sempre più esigue ma sempre più influenti, che vivono grazie allo sfruttamento, alla rendita e alla speculazione; dall’altra, maggioranze di disoccupati (“strutturali” e ricattabili) e di precari, schiavi di un contratto d’impiego che è sempre meno fonte di diritti sociali e individuali.
Non ci sembrano nuove, le Scritture dei chierici del turbocapitalismo. Ci stupisce però il numero dei tanti nuovi devoti di questa insensata “etica” del Lavoro, assunto a centro di gravità della vita umana. Tutto viene messo al suo servizio: il tempo del piacere, della festa, del gioco, del riposo; fino all’assorbimento completo della dimensione esistenziale.

Ed eccoci, circondati da persone perennemente indaffarate, preoccupate di utilizzare il proprio tempo con efficienza, determinate a spuntare un’infinita check-list di “cose da fare”, ossessionate dalla produzione dell’utile (che, nella maggior parte dei casi, è l’utile altrui).

Possibile non esista un modo migliore di impiegare il tempo?
Ad esempio, occupare un quartiere di Milano.

MAYDAY 019 / OCCUPY NOLO
PIAZZA MORBEGNO – MILANO – ORE 15:30