Corteo partigiano a 50 anni dalla strage di Stato – Piazza Fontana

corteo 12 dicembre 2019Dalle ore 18:00 musica dal vivo, filmati e sorprese.
A seguire corteo.

In vista della manifestazione per la strage di stato il riferimento alla memoria storica e alla sua difesa compare sempre.
Sarebbe però meglio chiarire di quale memoria stiamo parlando.
La memoria dei fatti? La memoria che racconta che lo stato democratico ha ammazzato Pinelli? La memoria di parte, della parte delle vittime?
O un’altra memoria? Quella che sembra emergere dai comunicati/appelli letti finora parla di uno stato bifronte: una faccia che organizza e partecipa alla costruzione della strategia della tensione, individua in alcuni anarchici capri espiatori dei loro crimini, commissiona stragi, omicidi… che perpetua nel presente la sua natura oppressiva: lo stato di Genova 2001, della TAV, di EXPO, dei CPR, dei decreti sicurezza, degli omicidi sul lavoro, degli emarginati fuori dalla logica del mercato e/o dal mercato sfruttati, del DASPO che pure a Milano si applica tra il compiacimento di alcuni e qualche mal di pancia di altri, la Milano la cui amministrazione erode lo spazio a verde (piazza d’armi) per cementificare (salvo poi scattare qualche selfie greenwasher), l’amministrazione che regala quartieri alla speculazione edilizia, che aumenta i biglietti ATM aumentando così il divario fra poveri e ricchi, l’amministrazione che fa della città un terreno da svendere ai grandi eventi come le olimpiadi e che spinge fuori da ogni quartiere i precari, i migranti ed ogni persona che non rende appetibile e “bello” il territorio. La famosa “riqualificazione”.
E l’altra faccia che va assolta, ingenua, ignara che si rifà ai principi della carta costituzionale e che per oltre 20 anni non individua responsabili se non quelli indicati dall’altro se stesso e non è mai capace di condannare i reali colpevoli (individuati fuori tempo massimo) e tanto meno se stesso?
Uno stato bifronte a cui si chiede giustizia?
Con chi dovremmo condividere la memoria?
Questa domanda se la dovrebbe porre chiunque. Anche e soprattutto chi afferma di riconoscersi nei valori della costituzione repubblicana dovrebbe domandarsi quale sia il reale volto dello stato.
A nostro parere, indipendentemente dalla propria opinione politica, è importante prendere le distanze da qualunque iniziativa di ammorbante pacificazione all’equiparazione tra vittime e carnefici, così come è importante esprimere contrarietà anche solo ad ogni ipotesi di abbraccio o stretta di mano con rappresentanti di quello stato che fa sistematicamente morire persone nei mari, nei deserti, nei territori liberati e resistenti, ma anche nei luoghi di lavoro, nelle carceri e sui marciapiedi delle città, gettando così la maschera del suo formalismo giuridico e disvelando infine la sua sostanziale ed effettiva disumanità.
Solo così la memoria sarà difesa e preservata e solo così si potrà dare un contributo alla costruzione di un futuro migliore che potrà arrivare solo da una ripresa del conflitto sociale che con la strategia della tensione lo stato ha voluto affossare.
E per concludere un’ultima considerazione sulla memoria: la lapide a Pinelli (quella di parla di Pinelli morto e non ucciso) fatta apporre dal comune diversi anni fa accanto a quella autentica, è ancora lì a testimoniare l’ambiguità e da doppiezza del potere. A 50 anni da Piazza Fontana ne sarebbe auspicabile la rimozione.
circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa

giovedì 12 dicembre 2019 h 18:00
Piazza Fontana